EMA
Ema - (foto Ansa)

La questione principale resta la sede. Quella provvisoria, per come si configura ora lo Spark Building è per ammissione delle stesse autorità olandesi inadeguato. La sede che dovrebbe essere definitiva al momento non è che un cartello che illustra come sarà il palazzo che ospiterà l’Agenzia del Farmaco ad Amsterdam. Ad oggi in loco lavorano le ruspe.

E allora, com’è possibile che l’Olanda seppure al sorteggio abbia vinto su Milano che aveva già pronto bello e disponibile il Pirellone? Ieri Milano si è vista rigettare dal Consiglio Europeo il ricorso presentato sulla mancata assegnazione perchè «irricevibile».

Ma si tratta della memoria difensiva e non della decisione definitiva dell’Unione Europea. Il sindaco Sala non demorde e dice: “abbiamo il diritto di far valere le nostre azioni”. Maroni dal canto suo chiede al governo di essere più incisivo  nella querelle.

Ieri il cantiere olandese è stato oggetto di sopralluogo della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo. Il 27 Febbraio la commissione stenderà il  rapporto sulla missione olandese. Subito dopo saranno valutate le modifiche agli emendamenti presentati al nuovo regolamento dell’Ema che dovrà passare alla votazione dell’aula a Strasburgo.

La sola partita che resta aperta a questo punto è quella dello scontro politico e istituzionale tra  Consiglio Europeo e Parlamento. Un primo risultato raggiunto è il risparmio delle spese di trasferimento da Londra ad Amsterdam. Il governo olandese si è impegnato, infatti, a pagare di tasca propria le spese extra dovute al doppio trasferimento. Graverebbero infatti sui contribuenti olandesi gli esborsi e non sul bilancio europeo che avrebbe così un risparmio stimato di ben 77mln di euro in 20 anni.

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