insufficienza renale cronica
insufficienza renale cronica
L’insufficienza renale cronica è stata inserita nei nuovi Lea quale malattia cronica ed invalidante e in quanto tale viene riconosciuta l’esenzione ticket a chi ne è affetto, ma questo non basta. C’è molta strada da fare e per questo motivo è stata presentata in Senato una mozione, a prima firma del sen. d’Ambrosio Lettieri (Dit) che con i colleghi De Biasi, Rizzotti, Bianconi, Aiello, Bianco, Bruni, Floris, Mancuso, Mandelli, Scavone, Serafini, Zizza e Zuffada, impegna il governo nell’attuazione di diversi punti.
Innanzitutto, intervenire per promuovere l’implementazione, in tutte le Regioni italiane, di un unico modello nazionale di consenso informato che contempli tutte le possibili terapie sostitutive; destinare un adeguato stanziamento economico per la formazione dedicata alle terapie domiciliari, a basso costo e ad alta efficacia clinica, con un impatto positivo sulla qualità della vita dei pazienti nefropatici; promuovere l’offerta assistenziale delle nefrologie italiane uniformando i processi di prescrizione delle dialisi domiciliari per consentire in tutte le regioni il riconoscimento ponderato delle relative attività assistenziali; migliorare le attività di prevenzione, diagnosi e cura della malattia renale cronica, favorendo percorsi diagnostico-terapeutici che garantiscano al paziente uniformità di risposte su tutto il territorio nazionale; garantire ai pazienti affetti da malattia renale cronica l’opportunità di poter beneficiare di tutte le terapie sostitutive renali oggi disponibili, incluse le terapie domiciliari, in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale e, infine, modificare l’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi introducendo la detraibilità delle spese sostenute per l’acquisto di alimenti aproteici.
“La malattia renale cronica, molto diffusa nel mondo e con una crescente prevalenza nella popolazione”, si legge nella mozione, “è una condizione di alterata funzione renale classificata in 5 stadi di crescente gravità.
Secondo un recente studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanita, dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN) e dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, è stato stimato che in Italia vivono circa 2.200.000 adulti affetti da malattia renale cronica di cui ben 800mila presentano un grado significativo di gravità”.
“Sulla scorta di questi dati”, continua, “la SIN, in collaborazione con il Ministero della salute, ha prodotto un documento di indirizzo sulle strategie preventive e di cura delle malattie croniche renali che sanciva l’importanza delle citate malattie come malattie croniche di pubblico interesse e auspicava la deospedalizzazione delle cure nelle fasi iniziali di malattia dando peso all’assistenza nefrologica ambulatoriale. Detto documento, approvato nel 2014 dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, ad oggi, è stato recepito solo da 10 regioni italiane”.
D’Ambrosio Lettieri sottolinea come “un adeguato percorso di deospedalizzazione assicurerebbe ai pazienti affetti da malattia cronica renale di poter scegliere in modo informato e consapevole fra tutte le terapie sostitutive renali oggi disponibili, incluse le terapie domiciliari e il trapianto, allo stesso modo in tutte le Regioni italiane. Un percorso che sarebbe in linea con I principi costituzionali e con le leggi in vigore. Il nostro ssn,  pur di tipo decentrato, ha come obiettivo primario la tutela della salute in maniera uniforme su tutto il territorio italiano”.
“Ad oggi”, conclude, “la terapia sostitutiva renale è limitata, di fatto, alla sola dialisi extracorporea in center o intramuraria, praticata dall’88% dei pazienti italiani che iniziano la dialisi ogni anno e da oltre il 90% dei pazienti oggi prevalenti nei centri di dialisi oggi in Italia. La terapia sostitutiva comporta maggiori costi sociali per i pazienti, ridotta qualità di vita, perdita di giornate lavorative, impiego di tempi a volte anche prolungati per recarsi in ospedale o al centro di emodialisi. Non solo. I costi a carico del ssn sono di 40-50.000 euro/anno per paziente. La spesa destinata alla dialisi ammonta a 2,4 miliardi di euro/anno pur essendo i dializzati lo 0,8% della popolazione generale. Pertanto la spesa per la dialisi è circa 25 volte maggiore rispetto alla spesa sanitaria pro-capite”.

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