Riprenderanno domani mattina e proseguiranno per tutto il w.e. i lavori sulla manovra in Commissione Bilancio del Senato, in vista dell’approdo in Aula la prossima settimana. Il frutto dell’accordo separato sulle pensioni con i sindacati, non condiviso dalla CGIL che scenderà in piazza il 2 Dicembre, si è tradotto in un emendamento all’esame ora delle forze politiche. Nel 2019 saranno esonerate dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni 14.600 lavoratori, impegnati in attività gravose , per un totale di 15 categorie. Precisamente 4 in più rispetto alla piattaforma iniziale.

Per rientrare nei requisiti bisogna aver svolto le mansioni gravose da almeno 7 anni nei 10 che precedono il pensionamento ed avere un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. La misura avrà un costo a regime nel triennio di 385mln. Sul fronte welfare la maggioranza, sotto la spinta di Alternativa Popolare, ha raggiunto un accordo sul rifinanziamento del bonus bebè per il prossimi tre anni. L’assegno annuale corrisposto ogni mese fino al terzo anno di vita del bambino o di ingresso nella famiglia adottiva spetterà alle famiglie con un indice ISEE non superiore a 25mila euro annui. Per questa misura il governo ha stanziato 400mln per tre anni. E’ invece apertissima ancora la discussione sull’alleggerimento del superticket regionale da 10 euro per la diagnostica e le visite specialistiche. Attualmente 15mln di italiani lo pagano oltre al ticket base di 30-35 euro. Il superticket è in vigore in quasi tutte le regioni tranne la Basilicata, Valle d’Aosta e Bolzano.

«Le risorse sono poche, la misura potrebbe costare 300mln – dice la Lorenzin – le ipotesi paventate sono due, individuare una soglia nazionale di esenzione in base al reddito oppure ampliare il numero di patologie esentate».

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