Manovra, l'aumento del deficit al 2,4% e gli umori italiani ed europei

I patti sui conti pubblici fatti con l’Europa erano diversi rispetto alla decisione presa dal governo. la reazione più dura dall’Europa arriva dal vice Presidente della Commissione Dombrovskis: “Quello che emerge dalla discussione in Italia -dice- non sembra in linea col Patto di stabilità”.

Non parla di sanzioni ma prende tempo il Commissario Moscovici, per cui resta aperto il dialogo con le autorità italiane, anche se precisa: “Quando un paese si indebita si impoverisce”. Ma l’attacco più duro al governo arriva dal Presidente del parlamento Europeo, Antonio Tajani che tuona: “Questa manovra italiana non è per il popolo, è contro il popolo. creerà molti problemi al nord senza risolvere quelli del sud”.

Anche Confindustria conferma le perplessità sulle politiche economiche intraprese dal governo, con il Presidente Boccia che tende a smussare l’esultanza sui provvedimenti. Disapprovazione anche dai sindacati con Annamaria Furlan, Cisl, per cui i decimali in più di deficit sono utili solo se servono a far ripartire la crescita e l’occupazione. “E’ una manovra che appare espansiva, ma servono risorse anche per le piccole e medie imprese”, osserva la Confederazione Nazionale degli Artigiani.

Non la pensano così Confesercenti e Confcommercio che si dichiarano soddisfatti per lo scongiurato aumento dell’IVA. Restano però interrogativi su come questo aumento del deficit potrà tradursi in crescita e maggiori investimenti.

2 Commenti

  1. Se Tajani e Moscovici, non proprio due simpaticoni, parlano all’unisono dall’Europa dei burocrati contro una manovra (che abolisce la Fornero e innalza le pensioni minime oltre a dare un Reddito di cittadinanza agli italiani) allora c’è da sospettare che la manovra sia davvero utile. Anche se non a loro.

  2. Quello di Moscovici è puro terrorismo finanziario. La stessa opera fatta dalle agenzie di rating americane finite poi per questo motivo sotto processo a Trani. E invece Moscovici si candida a futuro presidente di Commissione europea, al posto di un altro illustre signore: Juncker.

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