Ue:

Di fronte ai propositi espressi dal governo, i tagli al budget europeo nel caso in cui l’Ue ignori gli sforzi compiuti sul capitolo migranti, il commissario al bilancio Oettinger attraverso un quotidiano tedesco lancia monito al nostro paese: “Posso solo metterli in guardia dall’accomunare questione migranti e budget europeo; tutti gli Stati hanno assunto l’obbligo di pagare i contributi nei tempi stabiliti, il resto sarebbe una violazione dei trattati che comporterebbe penalità”.

Eppure il vice Premier Di Maio è deciso a mantenere quella linea e ribadisce che il veto al bilancio resta, senza e non risparmia neanche parole dure anche per la Commissione: “Le dichiarazioni di questi giorni sono ancora più ipocrite. Non li avevamo sentiti per tutti i giorni della crisi Diciotti ed ora si fanno sentire quando hanno capito che l’Italia minaccia di non contribuire più al badget con miliardi di euro”.

In realtà, in questo momento in cui si scrive anche la manovra del 2019, Di Maio e i 5 Stelle affrontano anche uno scontro interno alla coalizione di governo, con gli alleati della Lega estremamente scettici sulla possibilità di concludere la riforma del sistema pensionistico che prevede il ricalcolo, con il taglio sugli assegni definiti d’oro, e cioè quelli  pari ad importi superiori ai 4mila euro netti al mese.

Ed è Alberto Brambilla, consigliere economico del leader leghista Salvini a sollevare forti perplessità sull’operazione dopo aver condotto un ampio studio. A suo parere la manovra rischia di colpire in larga maggioranza cittadini del nord Italia. Ma Di Maio non ci sta e ribatte: “Fa parte del contratto di governo. I tagli alle pensioni d’oro erano nell’accordo, fanno parte della promessa fatta agli italiani e non ci rimangeremo questa promessa”.

A buttare acqua sul fuoco per la Lega interviene il Presidente alla Commissione alla Camera, Claudio Borghi che conferma il disegno di legge depositato alla Camera prefigurando alcune modifiche: taglio non da 4mila euro ma da 5mila in su, come previsto dall’accordo di governo e vincolo di versamenti fatti all’Inps durante l’intera vita lavorativa, per evitare che a conti fatti l’assegno risulti più basso di quanto spetterebbe in base ai contributi, penalizzato così come aveva sottolineato Brambilla, soprattutto le pensioni di anzianità più ricche concentrate a nord del paese e le donne che in passato andavano in pensione 5 anni prima degli uomini.

2 Commenti

  1. A parte i dissapori veri o presunti tra i due partiti di Governo il dato è inconfutabile: diamo 20 miliardi di euro (!!!) presi dalle tasse e dalle tasche, ogni anno all’Europa come tassa di iscrizione al club franco-tedesco. Poi ce ne tornano indietro solo 9 sotto forma di contributi europei che vanno a chi è capace di presentare “progetti” ed ha qualche buon suggeritore. Sono questi beneficiari dei Fondi europei i principali sostenitori dell’Europa. E ci mancherebbe.

  2. In Italia paghiamo le tasse due volte, prima allo Stato e poi all’Ue. Ma quest’ultime alla chetichella, 20 miliardi ma che non si sappia troppo in giro e i “sovranisti” aumentino.

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