Il Decreto Dignità passa in Camera con 312 Si. Ora tocca al Senato
immagini di repertorio

E’ arrivato nella tarda serata di ieri il primo via libera al decreto dignità. Con 312 Si e 190 contrari la Camera ha dato il via libera al provvedimento che cambia le regole nel mondo del lavoro e che ora passerà all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

Soddisfazione espressa dal governo, con il Premier Conte che parla di un primo importante passo in avanti nella lotta del precariato, al gioco d’azzardo e alla semplificazione fiscale. Soddisfatto anche Di Maio che dice: “Abbiamo vinto il primo round”.

Un rinnovamento che va dalla stretta sui contratti a termine alle sanzioni per le aziende che delocalizzano, fino ad arrivare all’inasprimento delle pene per chi viola il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo introducendo l’obbligo della scritta ‘nuoce gravemente alla salute’, sui tagliandi dei gratta e vinci.

Oltre che contestare i contenuti del decreto, i partiti di opposizione hanno lanciato al governo accuse di fiducia mascherata. Viene da Mara Carfagna l’attacco a norme che danneggiano il mondo dell’impresa, per i limiti imposti alle assunzioni a tempo determinato. Ma le critiche arrivano anche dal Pd con il Capogruppo alla Camera, Graziano Delrio che tuona: “Potevate diminuire il cuneo fiscale, piuttosto che aumentare le tasse alle imprese, il contenzioso, la precarietà e il lavoro nero”.

I sindacati si dicono contrari ad un uso dei voucher più ampio in agricoltura, nel turismo e negli enti locali. Al Senato il governo punta all’approvazione entro la prossima settimana, prima della pausa estiva. Ma a Palazzo Madama i numeri sono più risicati e non è da escludere il ricorso al voto di fiducia.

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