G7, Trump fiducioso su comunicato congiunto. Poi chiede la Russia nel G8

Il timore che non arrivi l’atteso comunicato congiunto, che manchi un testo condiviso ed una linea comune da parte dei ‘grandi della terra’ seduti al tavolo del G7 è largamente diffuso. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump si dice fiducioso, mentre Macron affonda definendo una «discussione senza tabù» quella in corso sulle regole del commercio mondiale.

I dazi restano al centro dell’appuntamento in Canada, avviato in un clima di diffidenze reciproche. Trump dichiara di stare lavorando al taglio delle tariffe, parlando del paese ospitante il G7. Ma solo poche ore prima a colpi di tweet lo scontro era stato acceso sul fronte dazi inflitti agli USA da Europa e Canada.

Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, mostra segni di preoccupazione sul fatto che l’ordine mondiale basato su regole comuni si trovi sfidato non dai soliti sospetti ma sorprendentemente dal suo principale architetto e garante, appunto gli Stati Uniti.

E come se non bastasse ci si mette a discutere anche sui delicati rapporti con la Russia. Anche in questa circostanza è stata l’iniziativa di Trump a sparigliare le carte, proponendo che al tavolo dei paesi più industrializzati, nel G8, si aggiunga di nuovo un posto, quello un tempo riservato a Mosca.

Ma l’Unione Europea ribadisce che la Russia è stata espulsa nel 2014 perchè ha invaso la Crimea, pertanto il suo nuovo ingresso potrà essere legittimato solo dopo che avrà dimostrato di aver fatto progressi nella soluzione della crisi ucraina.

Il tutto accade mentre Vladimir Putin è volato a Pechino e Trump programma di lasciare in anticipo il vertice per recarsi a Singapore dove nei prossimi giorni dovrebbe finalmente incontrare il dittatore nordcoreano Kim-Jong-Un.

I nodi al pettine sono tanti: non solo dazi e Russia ma anche Brexit e questione iraniana. In questo frangente risulta davvero difficile capire se in un clima di continue mutazioni di schieramenti quei nodi potranno essere sciolti.

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