Tav e nomine Rai, opposizioni sul piede di guerra. Il governo tira dritto

Chiusa la parentesi Conte durata appena quattro giorni, ora è scontro Istituzionale. Lega e Movimento 5 Stelle tuonano contro il Colle. “E’ inutile votare -attacca DiMaio- perchè i governi li decidono sempre gli stessi, le agenzie di rating, le lobbies finanziarie. far fallire il governo del cambiamento era premeditato”. Il leader dei 5 Stelle invoca l’articolo 90 della Costituzione e chiede l’impeachment, la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, e di «parlamentarizzare la crisi istituzionale».

Ma Matteo Salvini, preferisce non parlare di impeachment. “Mi interessa poco -dice il leader del Carroccio- voglio sapere chi c’è dietro ad un atteggiamento di questo genere”.

E’ un attacco alla democrazia per Savini che minaccia: “Ci diano una data per le elezioni o andiamo a Roma a manifestare”. E a chi gli chiede se continuerà ad essere il leader del centro-destra risponde:”Silvio Berlusconi parla come la Merkel, anzichè difendere il suo alleato ha parlato d’altro”. Poi Salvini non esclude la possibilità di andare a nuove elezioni con una lista Movimento 5 stelle-Lega. Non devono essere vanificati gli sforzi fatti in 83 giorni di lavoro, “il contratto sottoscritto non sarà carta straccia -sottolinea Salvini- sono state poste buone basi per lavorare insieme”.

Sulla richiesta di impeachment avanzata da Di Maio, le opposizioni si spaccano. La Meloni si dice favorevole, sottolineando che «non esiste nessuna norma della Costituzione Italiana che consenta al Presidente della repubblica di rifiutarsi di nominare un Ministro solo perchè non ne condivide le idee”.

Silvio Berlusconi in una nota fa sapere di «aver preso atto con rispetto delle decisioni del Presidente della Repubblica». “Come ha sottolineato il Presidente Mattarella il primo dovere di tutti è difendere il risparmio degli italiani, salvaguardando le famiglie e le imprese del nostro Paese” ha dichiarato Berlusconi. Poi ha aggiunto: “Se necessario Forza Italia sarà pronta al voto”.

Anche il Pd si schiera con il Capo dello Stato e fa sapere attraverso Martina di essere pronto alla mobilitazione in difesa della democrazia e delle Istituzioni. Da Renzi arrivano accuse pesanti nei confronti di Salvini: “Non voleva governare. Il leader della Lega ha fatto promesse irrealizzabili, ha usato l’alibi di un Ministro per far saltare tutto”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here