Tempo scaduto per le forze politiche di formare un nuovo governo ed uscire dallo stallo. Il Quirinale ne ha concesso abbastanza. A distanza di due mesi incombono ancora le grame internazionali. Così l’Italia paga lo scotto di una incertezza politica e del debito alto.

Non si può procastinare oltre, il Paese ha bisogno di un governo. Lo sa bene Mattarella che ha dato ai partiti ancora due giorni di tempo per uscire dall’impasse. Lunedì terrà un giro di rapide consultazioni e qualora nessuno si presenti al Colle con un’intesa ed una maggioranza solida che la sostenga, già all’indomani entrerà a gamba tesa provando a dare un’alternativa per rimandare il ritorno alle urne.

L’obiettivo è un esecutivo super partes, di tregua, guidato da un autorevole economista che possa tranquillizzare i mercati, conduca l’approvazione in autunno della Legge di Bilancio e riformi la legge elettorale, per poi indire le urne in primavera.

Già da martedì Mattarella potrebbe scoprire le carte e se il Parlamento negasse il via libera al governo del Presidente, l’attuale resterebbe in carica fino a nuove elezioni, che a quel punto potrebbero tenersi il 30 settembre.

Le posizioni al momento restano invariate. Il movimento 5 Stelle resta sulle barricate, esclude le larghe intese. Salvini si dice pronto a chiedere l’incarico, pur conscio delle difficoltà. “Mi brucerò? Non importa”, dice, puntando ancora a raccogliere il consenso dei 5 Stelle ma anche di altri parlamentari ad esclusione esplicita del Pd.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here