Governo: per Conte ancora un giorno di trattativa sui Ministri

Tra qualche ora prenderà il via il secondo giro di consultazioni per la formazione del nuovo governo. Al Quirinale saliranno tutti i partiti. Irrompe inevitabilmente sulla scena politica anche italiana la questione Siria. Criticità, anche questa, che dovrebbe essere di sprono alla priorità assoluta di dare un nuovo governo al Paese.

E poi c’è il Def, una vicenda tutta italiana. Si tratta del documento di economia e finanza che Bruxelles ci chiede entro il 30 Aprile. Tempi stretti, dunque, che hanno caratterizzato l’assegnazione a due Commissioni Speciali di Camera e Senato della tenuta dell’accordo parlamentare tra Movimento 5 Stelle e Lega. Resta ora da capire se oltre all’accordo parlamentare c’è anche un accordo politico.

Un governo in tempi brevi è l’ipotesi che inizia a prender piede. Il pressing felpato ma risoluto esercitato sulle forze politiche da Mattarella ha dato una scossa alla situazione di stasi che si era creata. Ed in proposito di cambio di cavallo si è trattato per la candidatura per la Presidenza della Commissione Speciale della Camera. Sempre un leghista, ma non più Georgetti, bensì Molteni. La decisione è stata presa da Salvini e Di Maio, dopo essersi consultati ieri per telefono. Georgetti resta, dunque, a fare il capogruppo alla Camera, così da potersi dedicare eventualmente nelle trattative per la formazione di un governo e per la presentazione di un documento di economia e finanza, il Def.

«Un’intesa istituzionale per rendere operative le camere», ha spiegato Salvini agli leader della sua coalizione, assicurando che l’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia resta inossidabile. Tema che sarà sicuramente sul tavolo al vertice di Palazzo Grazioli, che si terrà questo pomeriggio prima di salire al Quirinale per le consultazioni.

Di Maio rimane fermo ancora sui veti e non sembra voler lasciare il passo a Salvini Premier. La soluzione forse, rimarrebbe quella di un accordo fra i due che partorisse il nome di una terza persona. E c’è poi l’aut aut grillino su Berlusconi. Gli animi sono esacerbati, ancor più da quando è spuntato un post di Di Battista dove il leader di Forza Italia viene descritto come «il male assoluto».

Indignata la reazione da parte degli azzurri, che hanno parlato di «odio irresponsabile». Ma la ciambella di salvataggio non arriva certo da Di Maio che aggiunge: “Tante persone pensano berlusconi appartenga ad un’epoca politica finita”. In tutto questo ambaradan il Pd resta alla finestra, dilaniato dalla guerra al suo interno.

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