Fumata nera anche per il secondo giro di consultazioni al Quirinale. Mattarella non ci sta e comunica che è disposto a concedere alle forze politiche solo qualche giorno in più, poi valuterà «il da farsi per uscire dallo stallo che si registra», nel tentativo di dare al Paese un nuovo esecutivo. Un esecutivo che arriverebbe anche in un clima di urgenza, che sia in grado di sciogliere i tanti nodi interni ed internazionali ed evitare elezioni premature.

Grande la delusione al Quirinale per le trattative inconcludenti che si sono protratte per oltre cinque settimane. Tra il primo e il secondo giro di consultazioni le posizioni sembra si siano ulteriormente irrigidite. Veti, pregiudiziali e lotte intestine hanno prevalso paralizzando negoziati e mediazioni.

«Il compito di Mattarella è difficile e complesso ma urgente», ha sottolineato Napolitano, al termine del colloquio sul Colle. Sono tre sono gli scenari sul quale potrebbe lavorare il Capo dello Stato: un preincarico a Salvini, ad una personalità indicata dalla coalizione che ha ottenuto più voti lo scorso 4 marzo; un mandato esplorativo ad uno dei due presidenti di Senato e Camera, Casellati o Fico; come ultima spiaggia prima dello scioglimento delle camere e del ritorno alle urne un governo del Presidente.

La prima ipotesi, questa volta, necessiterebbe già di un accordo che garantisca una maggioranza solida. Ma nessuno pare voglia bruciarsi in una caccia ai voti in Parlamento con un preincarico al buio.

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