Fumata nera per il primo giro di consultazioni. Il prossimo forse partirà da mercoledì. Serve altro tempo ai vincitori delle elezioni per trovare una quadra. Partiti e movimenti hanno lanciato i loro appelli davanti al Capo dello Stato. Adesso resta da capire se in vista del secondo giro di consultazioni riusciranno ad arrivare a quelle intese auspicate da Mattarella.

Di Maio si è rivolto alla Lega e a tutto il PD «perché non ho mai voluto spaccare i Dem», ha  precisato, annunciando incontri con i rispettivi leader. Ma un eventuale accordo deve passare attraverso un contratto ‘alla tedesca’, resta la proposta del Movimento 5 Stelle.

Se Di Maio chiede convergenza intorno ai 5 stelle, Salvini sostanzialmente chiede la stessa cosa ma partendo dalla sua coalizione e riferendosi ai grillini il leader della Lega si augura che la smettano con i veti  e inizino a dire dei ‘SI’, come fa la Lega da tempo.

Il leader del carroccio che annuncia colloqui con gli avversari e boccia l’eventuale governo a tempo, non esclude il ritorno alle urne. Intorno al nome di Salvini si stringe la coalizione di centro-destra. Su questo Silvio Berlusconi è stato chiaro, «l’esecutivo deve partire da noi», aggiungendo  e sottolineando la necessità di un esecutivo per le urgenze.

Quanto al Pd, il reggente Martina ha ribadito il ruolo di opposizione per il Pd e quindi fuori da qualunque ipotesi di governo. Insomma la situazione resta complicata. I prossimi saranno giorni di incontri, colloqui, telefonate. Il rischio di tornare alle urne non è escluso. Ma i vincitori hanno a disposizione altro tempo per uscire dall’impasse.

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