Il caso di Villa Certosa

Fu condannato per il crac del Banco Ambrosiano negli anni ’80 e in anni recenti per la P3. Assolto, invece, per l’omicidio Calvi. Ma Flavio Carboni rimane una delle figure più discusse e misteriose della recente storia italiana.

Una sua lunga intervista comparirà oggi su dagospia.com, una breve anticipazione che contiene il gustoso racconto di come e quando Silvio Berlusconi gli comprò Villa Certosa, la celebre residenza del Cav in Costa Smeralda.

Carboni e Berlusconi, come ‘il gatto e la volpe’ avevano in passato concluso affari su quel tratto di costa sarda. E quando Carboni, dopo la condanna per il crac dell’Ambrosiano di trovò in carcere e in grossi guai finanziari, decise di vendere Villa Certosa.

A farsi avanti in quella circostanza fu da subito Silvio Berlusconi. “L’acquisto di Villa Certosa? Un furto, una rapina. Lo venni a sapere quando ero in carcere a Parma e mandai telegrammi a Berlusconi, Dell’Utri, Confalonieri, diffidandoli dal comprarla. Diedero al mio assistente Emilio Pellicani mi pare 800 milioni di lire, ma non corrispondevano neanche a un decimo, a un ventesimo, del suo valore”, dichiara Carboni.

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