La prima direzione del Pd post Renzi parte con la lettura della comunicazione del Segretario dimissionario dei Dem, assente. Subito dopo è la volta di Martina che come un giuramento di sorta dichiara: “Guiderò il partito con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso. Chiedo unità”.

E come in un duello medioevale lancia il guanto della sfida e rivolgendosi alle forze politiche che hanno vinto le elezioni dice: “A Lega e Cinque Stelle dico: i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo. Cari Di Maio e Salvini prendetevi le vostre responsabilità”.

Suona come una sfida la messa alla prova che Martina invoca dall’operato di chi è stato ‘scelto’ dai cittadini. Esprime poi un plauso per la vittoria e il  successo perpetrato da Nicola Zingaretti nelle elezioni della Regione Lazio e dice: “Abbiamo seimila circoli, realizziamo seimila assemblee aperte tra venerdì, sabato e domenica prossimi. Io inizierò dal circolo Pd di Fuorigrotta a Napoli” .

E poi non manca l’affondo sulla destra. “La destra – ha detto Martina – ha sostituito l’epoca del neoliberismo dei tempi di Reagan e Thatcher con una nuova idea di chiusura. La destra si è trasformata, come si vede dal sorpasso di Salvini su Berlusconi”. “Ma – ha aggiunto – manca una risposta globale di sinistra democratica progressista ai nuovi rischi. La società aperta è per troppi un’idea di rischio”.

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