Marino

54 le cene e 13mila euro spesi con la carta di credito del Comune di Roma. L’ex sindaco della Capitale Ignazio Marino è stato condannato a due anni per peculato e falso dalla Corte d’Appello, rovescia così la sentenza di primo grado. L’allora primo cittadino utilizzò denaro pubblico per incontri privati con amici e parenti nei ristoranti romani.

«Sono amareggiato so di non aver mai speso un euro pubblico per fini privati», commenta Marino, che definisce ‘politica’ la sentenza e annuncia ricorso in Cassazione. I Cinque Stelle attaccano «Il silenzio del Pd magna magna la dice lunga sul loro conto».

«Il tempo ci ha dato ragione», invece il commento di Fratelli d’Italia. Al Campidoglio che si era costituito parte civile, il diritto al risarcimento che verrà liquidato in separata sede. Marino, invece, subisce anche l’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

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