Fake News
Fake News

Benvenuti nella campagna elettorale 4.0. Carta stampata, televisioni e dibattiti resistono ma il mondo di internet incombe, e col web le cosiddette fake news, cioè quelle notizie inventate per screditare l’avversario. Bufera politica, dunque, su questo fronte. A portare venti freddi e tempestosi in casa nostra sono stati nei giorni scorsi il New York Times e il sito di formazione Bazzfeed news, che hanno pubblicato due inchieste sostenendo l’esistenza di una rete di propaganda on line basata su notizie false, tecnicamente riconducibili ad un’unica regia, tirando in ballo M5S e Lega.

Bufale create ad hoc per orientare il consenso e danneggiare Matteo Renzi, come si sospetta sia successo in occasione delle ultime elezioni americane con i russi che avrebbero spostato i voti verso Trump. Il segretario del Pd non è stato di certo a guardare e in chiusura dei lavori della Leopolda ha puntato il dito contro i suoi avversari, «vi abbiamo sgamato amici dell’opposizione», promettendo di presentare ogni 15 giorni un rapporto sulle nefandezze della rete.

Salvini di difende, «mai tratto profitti da una bufala, occupiamoci di problemi un po’ più seri». Mentre M5S contrattacca e sul blog di Grillo si legge «sembra un giochino apparecchiato su misura al segretario del Pd».

Le inchieste di Buzzfeed e del Ndew York Times partono da una ricerca ad opera di Andrea Stroppa, dipendente di Marco Carrai, braccio destro di Renzi. Sospetti che Carrai rispedisce al mittente, «questo è un esempio di fake news, prendo le distanze da quegli articoli e Stroppa non è mio socio ma per un periodo ha collaborato per una mia società».

Da M5S si teme per il voto di scambio e chiedono in prospettiva l’intervento dell’OCHE anche per le fake news, tema di cui dicono essere stati vittima in più occasioni. Insomma accuse contro accuse, sospetti e veleni e polemiche a non finire. Un clima questo che segna l’inizio della campagna elettorale.

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