Per Lunedì è convocata la direzione del Pd. La pressione sul Segretario Renzi e sul vertice del partito è altissima. Con questa Legge elettorale senza alleati il rischio per i Dem è di portare a casa un magro bottino elettorale. Renzi ripete di essere d’accordo per un’alleanza larga. Il Ministro Orlando a nome della minoranza è pronto a riallacciare con Mdp. Ma lo scontro con il Presidente al Senato Grasso ha complicato il compito dei pontieri.

Previsto per domani altro appuntamento clou per le sorti del centro-sinistra, l’assemblea dove Pisapia renderà nota la rotta decisa. L’ex sindaco di Milano, si è sempre detto contrario ad un ritrovo troppo rosso, ma è vero anche che se un filo con i Dem tiene lo è con la minoranza del partito. Seduti in prima fila domani ci saranno infatti Cuperlo e Damiano, gli stessi che chiedono a gran voce a Renzi segnali concreti di svolta a sinistra già con la Legge di Bilancio e con la fiducia allo Ius Soli.

A dare forza alle loro richieste lo scontro frontale con il Presidente del Senato. Grasso ha definito ormai non esistere più il Pd. Parole che hanno mandato su tutte le furie il vertice Dem. E se Renzi ha tentato di smorzare le polemiche, Franceschini si è detto dispiaciuto per giudizi non condivisibili e il capogruppo Rosato ha parlato di entrata a gamba tesa visto il suo ruolo istituzionale. Grasso non si sbilancia e tenta di mettere a riparo la sua figura di super partes, ma la sinistra lo ha ormai designato leader.

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