intercettazioni telefoniche
intercettazioni telefoniche

Arriva in Consiglio dei Ministri, che si riunisce questo pomeriggio, il decreto legislativo sulle intercettazioni. La delega affidata al governo nell’ambito della riforma del processo penale varata a Luglio scade domani e la discussione si preannuncia animata. Benché il Ministro della Giustizia Orlando abbia già apportato modifiche dopo aver incontrato il CSM, l’ANM, il sindacato dei Magistrati, un gruppo di avvocati penalisti e il Garante della privacy. Le misure raccolte in nove articoli, l’obiettivo ribaltare in modo radicale l’utilizzo delle intercettazioni.

Rispettare la privacy eliminare gli abusi, garantire il giusto equilibrio fra due interessi cosituzionali, il diritto all’informazione e quello alla segretezza di ogni comunicazione. Le conversazioni non rilevanti ai fini di una indagine o attinenti alla vita privata non potranno più finire in atti processuali né tantomeno sui giornali. Punto centrale il divieto di trascrizione di conversazioni inutilizzabili per le indagini. E sarà il Procuratore Generale responsabile della segretezza di un archivio dedicato alle intercettazioni. E non è l’unica misura per ostacolare le fughe di notizie.

Saranno ammesse solo trascrizioni di brano essenziali quando è necessario nelle ordinanze di custodia cautelare. Limiti previsti anche per gli avvocati difensori. Diventa reato penale fino a quattro anni di reclusione anche la diffusione di riprese o registrazioni di comunicazioni fraudolente. Una volta ricevuto il via libera da Palazzo Chigi, il testo passerà all’esame parlamentare.

 

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