Il Rosatellum bis è stato depositato in commissione Affari costituzionali. Sulla carta l’accordo politico è significativo: il Pd e i centristi della maggioranza con l’apporto di Forza Italia e Lega. Eppure tra gli stessi contraenti del patto non manca lo scetticismo. Il Pd assicura che il tentativo è serio. Ma il timore di imboscate in aula, nei voti segreti, non viene nascosto. “E’ l’ultima occasione. Ognuno si assume le proprie responsabilità”, osserva Ettore Rosato.

Per questo, aggiunge il capogruppo Pd, “non penso ci saranno inciampi. Questa volta non c’è chi teme elezioni anticipate” e, aggiunge il relatore Emanuele Fiano, il testo “risponde alle critiche avanzate verso le precedenti proposte”. Insomma, dicono i dem, ci sarebbero “tutti i presupposti per arrivare fino in fondo”.

I tempi dei lavori in commissione non dovrebbero nemmeno essere troppo lunghi. “Il testo depositato dal Pd è nuovo, ma non del tutto visto che riprende il Rosatellum. Non credo che ci vorrà tantissimo tempo per gli emendamenti”, ha detto oggi il presidente della Affari costituzionali, Andrea Mazziotti. Già oggi in commissione diverse forze politiche hanno avanzato la data del 4 ottobre come possibile approdo in Aula.

Rosatellum bis, come funziona

“Questa è l’ultima occasione della legislatura – dice Rosato – entro metà ottobre la legge potrebbe essere approvata”. Non ci crede Danilo Toninelli dei 5 Stelle: “Il Rosatellum non mi piace ma tanto non ce la faranno mai ad approvarlo. Immaginatevi al tavolo Renzi, Alfano, Berlusconi che con la cartina dell’Italia devono dividersi i collegi…”. Oltre a M5S, anche Fdi, Sinistra Italiana e Mdp sono fortemente contrari. I dempro attaccano: “E’ un ‘imbrogliellum’ il nuovo patto tra Renzi e Berlusconi“.

Alfredo D’Attorre elenca i difetti del nuovo testo: “Crescono i nominati persino rispetto all’Italicum dal 60% al 67%. Le coalizioni sono finte, farlocche senza un programma comune né candidati premier comuni ma soltanto delle dichiarazioni di apparentamento. C’è poi l’insostenibile meccanismo del voto unico e altri pasticci come quello della soglia di sbarramento al 10 per i partiti coalizzati prevista per fare in modo che i partiti più grandi si prendano i voti di liste e listarelle coalizzate che non arrivano al 3 per cento”.

Ribatte Andrea Marcucci, primo firmatario del Rosatellum bis al Senato: “Mdp-Articolo 1 è come il signor No. Opposizione a tutto, anche quando servirebbe responsabilità”.

Mdp attacca sul “nuovo inciucio Renzi-Cav”, anche se Forza Italia si riserva di approfondire ancora alcuni aspetti del Rosatellum. Dice Francesco Paolo Sisto, capogruppo in commissione: “Ci sono dei dettagli importanti da approfondire, capire quanto la quota maggioritaria incide sul proporzionale. Ma – specifica – lo facciamo con spirito costruttivo. Forza Italia vuole una legge parlamentare e non scritta dalla Corte costituzionale”.

Via libera anche dai centristi: “Siamo assolutamente soddisfatti che il Parlamento scommetta su una legge elettorale da lui scritta e non dalla Corte costituzionale. Credo che la possiamo approvare in tempi rapidi. Questa è l’ultima opportunità altrimenti andremo a votare con l’Italicum e il Consultellum”, dice Maurizio Lupi, capogruppo di Ap alla Camera.

Per il candidato premier in pectore dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, il nuovo patto a 4 sulla legge ha un unico obiettivo: “Stanno facendo una legge elettorale per fermare il M5S, in cui Fi e Pd si trovano perché stanno facendo un grande inciucio per arginare il nostro Movimento“.

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