Approda ufficialmente alla Camera la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. Depositato ufficialmente nella mattinata di ieri, il disegno di legge ha il sostegno di 220 firmatari. “E nei prossimi giorni si procederà anche al Senato, dove i firmatari sono 47”. A dirlo, con un posto sulla sua pagina Facebook, è Benedetto Della Vedova sottosegretario agli Esteri e coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione dei derivati della cannabis. Neanche un mese fa l’Intergruppo parlamentare contava 150 deputati di Pd, Forza Italia, Sel e M5S. “Grazie a tutti i deputati e senatori che hanno animato e animeranno il lavoro dell’intergruppo – conclude Della Vedova – anche durante la discussione parlamentare. Una proposta bipartisan sottoscritta da più di un deputato su tre (e altri, sicuramente, se ne aggiungeranno) penso che meriti di entrare al più presto nel calendario dei lavori di Montecitorio”.

Il testo portato all’attenzione della Camera, e messo a punto dal fronte trasversale di parlamentari, punta a legalizzare la coltivazione e il possesso e l’uso personale in minime quantità (cinque piantine e cinque grammi, fino a quindici per il possesso domestico). Ma il piano legislativo verte anche sull’esigenza medicinale di quei pazienti affetti da patologie curabili con la cannabis e che attualmente incontrano enormi difficoltà burocratiche ed economiche per accedere a farmaci derivati dai cannabinoidi. Inoltre, il testo presentato alla Camera, introduce il monopolio di Stato per la produzione e la distribuzione. Infine, compare nell’ordinamento la figura dei Cannabis Social Club, sul modello spagnolo, associazioni con un massimo di 50 iscritti che fanno uso e in qualche caso coltivano la marijuana.

 

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