Quella che l’Esecutivo si appresta a varare è una manovra che conferma il pareggio del bilancio entro il 2013, assicura Monti. Ci saranno anche riforme strutturali “disegnate in modo da avere effetti di riduzione del disavanzo già nel breve termine”, nell’idea di assicurarsi il pareggio presto, nel caso di un peggioramento futuro. Il Premier quindi garantisce la scadenza degli impegni presi con l’Ue e smentisce le voci di un possibile aiuto del Fmi.

Ma il Presidente è chiaro sui forti rischi a cui potrebbe portare il fallimento di tali misure.

«Faccio appello al senso collettivo di responsabilità e urgenza – ha esortato – Se l’Italia manca questo passaggio o non fa quel che ci si attende le conseguenze sarebbero molto gravi».

A chi lo accusa di voler tenere il Paese all’oscuro di questa manovra, risponde che ha fornito all’Europa minori dettagli di quanti ne ha forniti nelle presentazioni al Parlamento italiano.

Un altro primato su cui punta il Professore è la celerità. Se il Governo riuscisse a varare la manovra entro il 5, ha dichiarato, sarebbe un record di velocità.

“Una manovra finanziaria in genere richiedeva 5-6 settimane per essere messa a punto. Se uno ritiene per ragioni di ordine di farsi tagliare i capelli, non è necessariamente un allungamento dei tempi. Ma è bene che ci sia impazienza”, ha aggiunto Monti, ironizzando sui giornali che lo hanno immortalato dal barbiere.

 

Pasquale Amoruso

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