La platea non è numerosa come un anno fa, quando, nello stesso luogo, Fini annunciava la Scissione dal Pdl e la nascita del nuovo movimento politico di Futuro e Libertà. Alla festa del Fli, ieri, si contavano poco più di 8 mila persone. La festa si è conclusa col discorso del Leader, Gianfranco Fini, che si è scagliato contro il Governo e contro Berlusconi, criticando la manovra e la linea politica del Premier.

«Il berlusconismo è giunto al termine – ha detto il Presidente della Camera – nessuno sa quando calerà la tela, ma siamo già alla fine di un regno. Per questo si deve creare un’alternativa ad un sistema bipolare che è primitivo, una specie di ordalia fra chi sta con Berlusconi e chi è contro. L’Italia ha bisogno di nuovo esecutivo e di un nuovo premier. Di un capo del governo che non dica ‘resistere, resistere, resistere’ ma che 24 ore su 24 pensi a ‘governare, governare governare».

Il leader del Fli è critico anche nei confronti della Manovra di Ferragosto, definendola un “gioco del Monopoli”: una corsa in cui si cambiano diverse posizioni ma che alla fine riporta al punto di partenza:

«Con la sua quarta versione questa manovra economica è più degna di Fregoli che di chi ha a cuore l’interesse generale».

Secondo Fini, c’erano diverse soluzioni alternative per la riduzione dell’Irap: un esempio sarebbe stato dismettere l’enorme patrimonio demaniale che è più un costo che un beneficio, o mettere all’asta le frequenze televisive.

«Ma da parte dell’attuale governo – ha dichiarato il presidente della Camera –, non poteva esserci una strategia per contrastare la crisi, perché si era detto che la crisi non c’era».

Un pensiero, il leader di Fli lo ha rivolto al Carroccio, il cui atteggiamento non mortifica solo il Sud, ma anche il Nord che non ha bisogno di ampolle, Padania e Camicie verdi. Poi ha incitato il Terzo Polo a diventare riferimento per l’Italia che lavora e che crede nei Valori. Il Fli, più che un partito, dev’essere un movimento che guidi il Paese. Qualche fischio Fini lo ha preso in fine di discorso, sulle parole «fermo restando il mio dovere di essere imparziale come presidente della Camera». Su 10 aderenti al Fli, 9 vorrebbero, infatti, che il Leader si dimettesse dalla Presidenza della Camera per guidare pienamente il partito.

Pasquale Amoruso

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