Nonostante le tensioni in aula e la proposta dell’opposizione di ampliare i tempi, respinta dal presidente della Camera Gianfranco Fini, nel pomeriggio è stato dato il via libera all’articolo 3 del ddl, considerato il fulcro dell’intero provvedimento, passato con 306 sì e 288 no.

Numerose le tensioni a Montecitorio da entrambi gli schieramenti, iniziate ieri sera quando il presidente del Pd, Rosy Bindi, ha concesso interventi a titolo personale di 15 secondi ciascuno, malgrado i tempi fossero già  stati esauriti. I lavori sono poi ricominciati stamattina con le votazioni sugli emendamenti.

Tra questi, era compreso quello per stralciare dal disegno di legge sul processo breve i reati legati a stragi come quella dell’Aquila e di Viareggio. La maggioranza, tuttavia, si è dimostrata compatta e contraria alla proposta della sinistra. Intanto, oggi pomeriggio il popolo viola è tornato a protestare contro il Governo Berlusconi. Insulti e fischi anche per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Daniela Santanchè.

«Bisogna smetterla di dire che il processo breve serve a Berlusconi – ha infatti dichiarato la Santanchè – questa e’ solo propaganda della sinistra che, essendo ossessionata da Berlusconi, non ha alcun interesse a migliorare la giustizia per i cittadini».

Accanto ai membri del movimento italiano costituitosi il 5 dicembre 2009 a Roma in occasione del “No Berlusconi day’’,  vi sono anche i familiari delle vittime della strage di Viareggio e coloro che hanno perduto i propri cari nel terremoto che colpì la casa dello studente del capoluogo abruzzese. Se il processo breve dovesse passare, non vi sarebbe giustizia nemmeno per loro. Nuove manifestazioni sono previste nelle prossime ore.

Miki Marchionna

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here