Con quelle parole chiedeva le dimissioni dalla  magistratura dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla cosiddetta Loggia P3. Oggi l’assemblea plenaria di palazzo dei Marescialli ha preso atto della sua decisione e senza alcun dibattito ha accolto la richiesta.

Marra aveva scritto quella missiva proprio quando sarebbe dovuto essere ascoltato da Palazzo dei Marescialli per la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale, avviata nei suoi confronti nel luglio scorso dopo le intercettazioni dell’inchiesta della Procura di Roma sulla P3. Da queste sarebbero, infatti, emerse delle pressioni esercitate da uno dei componenti della “Loggia”, Pasquale Lombardi, per favorire la nomina di Marra al vertice dell’ufficio giudiziario milanese.

Nella lettera di Marra, che era stata consegnata al Csm dal collega Pier Camillo Davigo, suo difensore nella procedura di trasferimento d’ufficio, aveva scritto anche che non era mai venuto meno ai suoi doveri e che aveva esercitato il suo ruolo di magistrato sempre con “disciplina ed onore”, non senza contestare il Csm per aver aperto la procedura di trasferimento nei suoi confronti fuori dai casi previsti dalla legge. Quella procedura ora sarà dunque archiviata.

Pina D’Errico

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