Marcello Dell’Utri, infatti, è stato condannato in appello, il 29 giugno scorso, a scontare 7 anni di reclusione con una riduzione di pena di due anni rispetto al giudizio di primo grado. Maroni ha dichiarato che «se sarà confermata la condanna sarà una cosa grave e probabilmente (Dell’Utri) dovrà andare in galera».

Nonostante questo però Maroni ricorda che la Costituzione contempla la presunzione di innocenza e fino alla sentenza definitiva non si può dichiarare qualcuno colpevole. Dello stesso parere Roberto Castelli, esponente della Lega Nord, al quale riesce difficile vedere in Dell’Utri il mediatore tra Cosa Nostra e Berlusconi, ma comunque afferma che se la magistratura deciderà che è così, bisognerà prenderne atto e Dell’Utri dovrà andare in carcere.

Di tutt’altro avviso il portavoce di Idv, Leoluca Orlando, che replica alla posizione presa da Maroni e Castelli, affermando che non bisogna aspettare una sentenza definitiva per allontanare dalla politica chiunque abbia frequentazioni e rapporti con mafiosi, tangenzieri e criminali.

Secondo Orlando, infatti, «la politica dovrebbe fondarsi su un sistema di regole etiche volte a condannare certi comportamenti che, al di là delle responsabilità penali, risultano comunque inaccettabili e intollerabili ancor di più per chi ricopre un ruolo politico e di responsabilità».

Paola Sarappa

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