“Mi chiamo Elton Hercules John. E sono un alcolizzato. E un cocainomane. E un sessuomane.” E’ con questa lista impietosa – di cui riportiamo solo l’incipit – che si apre Rocketman, biografia in forma di musical su come il londinese Reginald Kenneth Dwight divenne uno dei più grandi cantanti di sempre.

A firmarla troviamo Dexter Fletcher, passato agli onori della cronaca per aver completato le riprese di Bohemian Rhapsody dopo la cacciata di Bryan Singer da parte della produzione (ufficialmente per assenteismo sul set, in realtà dovuta al moltiplicarsi di accuse di molestie commesse in passato). Nei panni del cantante, un Taron Egerton in grandissima forma, noto ai più per la diade di Kingsman (nel secondo film incontrava il vero Elton John) e per il doppiaggio del giovane gorilla animato di Sing (in cui cantava proprio I’m still standing).

Una pellicola che – a differenza di quel che è stato fatto con Freddie Mercury nel suddetto titolo – non glorifica il protagonista, tutt’altro. Le debolezze vengono messe subito in bella vista. Una cavalcata ricca di musica e di immagini suggestive, dall’infanzia infelice (fine anni Cinquanta) alla riabilitazione (primi anni Ottanta), con Elton – nonostante tutto – ancora in piedi, per dirla con le parole di uno dei suoi pezzi più memorabili.

Video
Girato nel formato panoramico 2.39:1 con camere Codex ARRIRAW a risoluzione 3.4K, Rocketman è stato finalizzato in un master 2K. L’immagine estremamente pulita del Blu-ray 1080p rende evidente la natura digitale delle riprese. George Richmond – direttore della fotografia al suo terzo film musicale – decide di adottare due diversi stili: uno per le sequenze coreografate e uno per le restanti. Nel primo caso la tavolozza vanta dei primari molto vividi, mentre nel secondo la resa cromatica è trattenuta, dominata da tonalità beige/marroni. Il livello dei dettagli è molto buono, particolarmente apprezzabile quando gli elaboratissimi costumi sono in bella mostra, mentre il quadro appare decisamente meno tagliente nei fondali, complice l’uso di lenti anamorfiche per accentuare la resa da “period drama”. Stesso discorso per le basse luci, solide ma mai prossime al nero assoluto. In ogni caso, non si rilevano imperfezioni di alcun tipo dovute alla compressione. Un riversamento di altissimo profilo.

Audio
Trovare una traccia in Dolby Atmos sul BD di una pellicola musicale è senza dubbio la cosa migliore che potesse capitare. Purtroppo ve n’è solo una, in lingua originale, mentre quella italiana è codificata nel semplice Dolby Digital 5.1. In ogni caso, la scena sonora è sempre viva, totalmente avvolgente (vedi gli effetti di panning) e dai bassi corposi, sia che si ascoltino le scene cantate che quelle meramente narrative. Quanto ai dialoghi, hanno il pregio di rimanere perfettamente comprensibili in ogni occasione.
Altre localizzazioni dallo stesso codec sono quelle in francese, spagnolo, tedesco e turco.
I sottotitoli, oltre che nelle suddette lingue, sono disponibili anche in danese, finlandese, norvegese, olandese e svedese.

Extra
Abbondano i contenuti speciali – eventualità sempre più rara di questi tempi – la cui durata è di ben 81 minuti circa (in cui dice la sua anche lo stesso Elton). Abbiamo quindi:

  • 4 numeri musicali estesi, con introduzione del regista (15′), ovvero “The Bitch is Back”, “Saturday Night’s Alright for Fighting”, “Breaking Down the Walls of Heartache” e “Honky Cat”
  • 10 scene eliminate (20′), anche qui presentate da Fletcher
  • Diventare Elton John: la trasformazione di Taron (8′)
  • Leggendario: scenografie e costumi (9′)
  • Sarà un’avventura incredibile: la visione creativa (7′)
  • La musica reinterpretata: le sessioni in studio (12′)
  • A tutta forza: la messa in scena dei numeri musicali (10′)
  • I testi delle canzoni: canta con le canzoni selezionate (pari a 36′)
  • Jukebox di Rocketman, cioé l’accesso diretto alle sequenze musicali del film (in tutto 53′)

Ricapitolando, Rocketman è il godibile, coloratissimo viaggio ad alto volume nella vita creativa e privata di un grande della musica contemporanea. Il disco targato Paramount e distribuito da Universal è tecnicamente di altissimo livello, la cui ricchezza di contenuti extra è un valore aggiunto da non sottovalutare, specialmente nell’era delle piattaforme streaming sempre più numerose e agguerrite. Un Blu-ray vivamente consigliato.

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Giovanni De Benedictis
Nato a Bari nel 1984, è giornalista professionista e critico cinematografico SNCCI. Laureato col massimo dei voti in lettere moderne sia alla triennale (curriculum “editoria e giornalismo”) che alla magistrale (filologia moderna), dopo un passato da studente in biologia. Ha conseguito con lode anche il master in giornalismo del capoluogo pugliese. Ha tantissimi e diversissimi interessi. In primis: cinema, scienze naturali, letteratura, fumetti, tecnologia, disegno, fotografia. Difficilmente s’imbatte in qualcosa che non gl’interessi almeno un po’. Dal 2007 è blogger di BuonCinema (www.buoncinema.com). Ha scritto e scrive per svariati giornali online e associazioni culturali baresi e no. Tra le tante massime o citazioni in cui si potrebbe riconoscere: “Se non si crede neanche un po’ a quello che si vede sullo schermo, non vale la pena di perdere il proprio tempo con il cinema” e “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”.

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