E’ ancora emergenza rifiuti nella città eterna. Una situazione insostenibile che dopo giorni di polemiche spinge il governo a scendere in campo. «Roma non si può permettere un’emergenza rifiuti come quella che si sta prefigurando questa volta – tuona il Ministro all’Ambiente Galletti – la mia disponibilità a cercare una soluzione non è mai  mancata, ma se diamo un colore politico ai rifiuti rischiamo grosso».

Poche ore prima era stato l’Assessore ai Rifiuti di Roma, Montanari a passare al contrattacco «E’ stato il Pd nel 2013 a chiudere la discarica di Malagrotta senza pianificare un’alternativa, ma noi a differenza del Pd e di Renzi non vogliamo fare campagna elettorale». Poi attacca la Regione che avrebbe chiesto in ritardo l’aiuto al vicino Abruzzo per via di un problema nel funzionamento informatico.

Arriva dall’Assessore della Giunta Zingaretti la pronta risposta «Il piano rifiuti è fermo perchè la Sindaca Raggi non ha ancora deciso dove vanno smaltiti. E’ insopportabile essere accusati di inerzia- E’ grazie a noi che Roma negli ultimi tre anni ha esportato in Abruzzo oltre 100mila tonnellate di rifiuti».

Tra polemiche ed un continuo rimpallo di responsabilità sembra sfumare l’ipotesi dell’invio di parte dei rifiuti in Emilia Romagna, con il Movimento Cinque stelle alla guida della Capitale che prima si era detto favorevole all’operazione ma ora lamenta costi troppo alti, mentre l’Abruzzo sta temporeggiando per prendere una decisione.

La questione però va approfondita e sarà un tavolo ad hoc a valutarla. e mentre si litiga su come smaltirli e dove dirottarli, Roma, una delle città più belle al mondo diventa una vetrina di rifiuti.

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