Lo Giudice era stato condannato a 6 anni e 4 mesi per gli attentati e le intimidazioni ai pm di Reggio Calabria, risalenti al 2010. Al momento della fuga, il pentito aveva fatto recapitare una ritrattazione delle sue confessioni a due avvocati reggini, dichiarando che erano frutto di pressioni ricevute da magistrati.

Lo Sco era sulle tracce di “Nino” da circa due settimane, grazie ai movimenti della famiglia e sfruttando le abitudini mafiose di radicamento nel territorio. Infatti, il pregiudicato si trovava in un appartamento alla periferia di Reggio Calabria.

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