«Gli ultimi dati economici sull’Italia non sono buoni, per assicurare il ritorno della ripresa è essenziale la stabilità politica», è il rimprovero di Olli Rehn a margine del vertice Ecofin della capitale lituana Vilnius. L’incontro tra i ministri dell’Economia e Finanze dell’Unione Europea è dunque l’occasione per fare il punto anche sulla situazione dell’Italia, uno dei Paesi tuttora sotto osservazione. «Ora è importante – prosegue Rehn – che eviti l’instabilità politica e si concentri sulle riforme economiche, perché questo è quello che serve».

Il commissario europeo sottolinea la difficile situazione economica italiana, certificata anche da un calo del Pil dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, e di poco più del 2% rispetto allo stesso periodo del 2012, secondo i dati Istat. Sulle stesse posizioni di Olli Rehn si allinea anche l’attuale presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem: «Per l’Italia – sono le parole di Dijsselbloem – la cosa più importante è la stabilità politica». Ciò che più preoccupa, oltre la minacciata precarietà del governo Letta, è l’andamento a medio e lungo termine della crisi, dato che l’ultima registrata è l’ottava diminuzione del Pil consecutiva su base trimestrale, specchio di una crisi che da anni stenta a mollare la presa.

La difficoltà è, come sempre, conciliare le evidenti necessità di investimenti all’interno del Paese con l’esigenza, di matrice europea, di mantenere i conti in ordine. È su questo difficile terreno che il governo Letta è chiamato a decidere su alcuni provvedimenti chiave tra cui l’eventuale aumento dell’Iva, le agevolazioni fiscali sulle assunzioni, la “service tax” e la gestione dei ticket sanitari. Un Letta che, come i suoi predecessori, è chiamato a lavorare con una coperta ormai cronicamente corta.

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