A distanza di circa un mese dall’intercettazione di alcune missive contenenti tracce di ricina e inviate sia a senatori impegnati in prima linea nella battaglia contro le armi da fuoco, sia al presidente Obama, torna negli Stati Uniti l’incubo delle lettere tossiche.

La prima busta, anonima, sarebbe arrivata venerdì all’indirizzo 100 Gold Street di Manhattan, presso la sede degli uffici del sindaco di New York. Bloomberg, infatti, è da sempre impegnato nella lotta contro la diffusione delle armi da fuoco negli Usa. Secondo quanto dichiarato da Paul J. Browne, portavoce della dipartimento di Polizia di New York, la lettera, oltre alla sostanza letale, conteneva anche minacce riferite all’attualissimo dibattito sulla riforma per limitare la vendita facile delle armi, riforma che il presidente Obama sta tentando di attuare.

La seconda busta è stata invece recapitata domenica a Washington, nella sede dell’associazione no-profit “Sindaci contro le armi”, di cui è presidente Bloomberg. L’associazione, fondata nel 2006, è da allora il simbolo della battaglia per il controllo sulla vendita delle armi da fuoco.

Secondo quanto emerso dai media americani, le buste, entrambe prive di un mittente, sarebbero state subito notate dai funzionari pubblici, i quali hanno provveduto ad allertare la polizia prima ancora che giungessero ai destinatari.

Le prime persone che hanno aperto le missive non avrebbero mostrato alcun sintomo d’avvelenamento, mentre tre membri dell’unità di emergenza della polizia che si sono occupati di svolgere i primi esami sono ora sotto osservazione. Nel maneggiare una delle due lettere, infatti, hanno lievemente inalato la sostanza tossica.

Mentre l’Fbi e l’Antiterrorismo hanno aperto un’inchiesta per verificare il collegamento col recente episodio seguito all’attentato di Boston, negli Usa si risvegliano il ricordo e la paura del post 11 settembre 2001: dopo gli attentati alle due torri, infatti, furono inviate lettere all’antrace a diversi parlamentari e giornalisti americani. Allora cinque persone morirono intossicate.

30 maggio 2013

Alessandra Morgese

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