L’insegnante, 57 anni, è stata arrestata questa mattina dagli agenti del commissariato San Basilio assieme alla coordinatrice dell’istituto, 63 anni, accusata di aver coperto ripetutamente e volontariamente i comportamenti aggressivi della maestra. Entrambe sono ora ai domiciliari.

La 57enne, infatti, sarebbe stata più volte ripresa dalle sue colleghe mentre incitava gli alunni più grandi alla denigrazione verso i più piccoli, oppure mentre insultava i bambini portatori di handicap e con ritardi mentali. Spesso usava nei loro confronti epiteti come “scemo”, “bastardo” e “zozzo”. La coordinatrice della scuola per l’infanzia, pur essendo a conoscenza delle umiliazioni cui venivano sottoposti i bambini dell’asilo,  avrebbe cercato ogni volta di mettere a tacere le accuse per tutelare il buon nome dell’istituto. Per far questo la coordinatrice avrebbe fatto ricorso anche a forme di intimidazione e ritorsione, con un conseguente abuso dei propri poteri istituzionali.

All’arresto odierno si è giunti dopo lunghe indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Roma, Eugenio Albamonte. Le indagini sono cominciate a seguito delle segnalazioni di alcuni collaboratori scolastici e genitori delle vittime, tutte di età fra i quattro e i cinque anni. Una volta accertati i fatti, al fine di preservare i minori dal pericolo che i comportamenti illeciti della docente potessero verificarsi nuovamente, Albamonte ha richiesto al gip di Roma la misura cautelare degli arresti domiciliari eseguita stamattina nei confronti delle due donne.

15 maggio 2013

Alessandra Morgese

1 commento

  1. i frequenti casi di MALTRATTAMENTI DI BAMBINI A SCUOLA impone, ancora una volta, la scelta coraggiosa da parte degli amministratori di valutare la salute mentale per l’idoneità a determinate professioni. Una di queste è quella dei maestri e dei professori italiani. La “sana e robusta costuituziione”, in Italia indispensabile a svolgere attività di educatore o altro è oramai superata dai tempi. Pertanto bisogna avere il coraggio di chiedere di sottoporsi alla valutazione (da cui poi l’idoneità o meno) della salute mentale tramite visite specifiche e test psicologici con risultati numerici indicanti quanto una persona è lontana dalla media (come quelli presenti ad esempio nel recente “Il manuale pratico del benessere” delle edizioni Ipertesto).

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