Secondo quanto scoperto dagli investigatori, il gruppo agiva su una rete internet invisibile chiamata “Deep web”: gli indagati compivano violenze sessuali nei confronti di minori per poi caricarne sul web le immagini. Nel corso dell’operazione sono state identificate anche due fra le vittime delle violenze: un bambino e una bambina di età inferiore ai 10 anni.

13 maggio 2013

Alessandra Morgese

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