Il benessere deve essere alla portata di tutti, l’obiettivo è quello di valutare le esigenze del singolo, nel rispetto anche delle sue difficoltà. Il centro Mea nasce nel settembre 2017 a Bari. Da allora l’attenta pianificazione del lavoro è improntata sull’analisi delle problematiche della coppia, la ricostruzione degli schemi relazionali della propria famiglia d’origine, le strategie di modulazione dei conflitti, gli strumenti di comunicazione efficace all’interno della coppia, la mediazione familiare.  Ma offre anche sostegno alle capacità genitoriali attraverso strategie e addestramento nella gestione delle problematiche infantili e adolescenziali, strategie educative alternative su misura di specifiche problematiche legate alla fase di sviluppo. E poi ancora consulenze e percorsi individuali per valutazione e sostegno nel superamento di problematiche relazionali, strumenti per la gestione delle emozioni spiacevoli (rabbia, paura, vergogna, ansia e attacchi di panico, tristezza, apatia), migliorare autostima, affermazione di sé e comunicazione assertiva. Insomma tutto quel che gira attorno all’IO, alla cura del proprio animo e del proprio essere. Per questo è stato organizzato nella giornata di sabato scorso un incontro alla scoperta della dimensione e della cura di sè, durante il quale gli strumenti della psicologia e della sessuologia sono stati messi al servizio del benessere dell’individuo attraverso la libera discussione e il confronto.

Si deve alla richiesta di sostegno di una donna e alla grande forza di sua figlia la nuova iniziativa dell’Associazione MEA, il ‘Progetto Patty’, che prende il nome proprio dalla vittima di questa triste vicenda.

La loro storia di dolore ma anche di coraggio, lotta e spinta vitale ha fatto nascere uno sportello gratuito che si propone di sostenere chi si prende cura di un famigliare colpito da situazioni cliniche importanti. L’indifferenza crea un muro sottile: pochi riescono a sopportare l’impotenza che tanto dolore genera e così ci si allontana e ci si rifugia nel proprio piccolo universo quotidiano. La creazione di questo sportello è uno schiaffo all’indifferenza: il contatto con determinate realtà dovrebbe essere un modo per apprezzare il valore di ciò che abbiamo e migliorarci come esseri umani. ‘Progetto Patty’ è diventato un simbolo: trasformare dolore in qualcosa di produttivo, utile e dotato di significato. Abbiamo voluto raccogliere la testimonianza di questa donna che con coraggio ha scritto una lettera di denuncia alle Istituzioni sulla vicenda.

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