Stando ai racconti della Blankmeyer (nella foto), infatti, Laura Sidla, avvenente compagna di stanza con cui ha condiviso la propria camera nell’ultimo anno di studi, si sarebbe resa protagonista di performance sessuali con il proprio boyfriend a pochi metri di distanza dal letto in cui Lindsay era solita riposare. Inoltre, la Sidla avrebbe più volte praticato sesso virtuale avvalendosi di alcune chatroom presenti sul web. Per questa motivazione, la 22enne originaria di New York, ha deciso di dare battaglia all’ex istituto reo, nonostante le continue rimostranze della Blankmeyer, di non averla tutelata a dovere.

La risposta dei vertici universitari non si è fatta attendere. Kristen Magda, portavoce dello Stonehill College, ha dichiarato che Lindsay Blankmeyer non ha mai rivelato al personale collegiale la reale natura dei propri problemi. Una versione, questa, categoricamente smentita dagli avvocati della studentessa. Stando ai legali, l’istituto avrebbe proposto alla Blankmayer 2 soluzioni quantomeno discutibili: stabilirsi all’interno di un dormitorio in cui i festini erano all’ordine del giorno oppure pernottare in un ex-sala studio non propriamente comfortevole.

Il singolare avvenimento non ha minato l’iter universitario della Blankmayer: la ragazza, infatti, dopo aver passato gli ultimi 6 mesi nella propria casa di New York è riuscita ugualmente a laurearsi.

Nicola Oscar Ottati

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