«Siamo riusciti a mettere all’angolo qualsiasi forma di demagogia, con i sindaci già nel maggio scorso avevamo puntato sull’accoglienza», ha spiegato la Zaccariotto. Per il presidente il tutto è stato organizzato «ascoltando però gli umori dei cittadini del territorio, timorosi di accogliere stranieri lasciati ad oziare su una panchina, e quindi facili prede della malavita organizzata».

L’emergenza è stata frontaggiata con l’aiuto dei 44 comuni della provincia, delle associazioni di volontariato e della Caritas.

Il 70% degli immigrati in questione è composto da maschi, il resto è costituito da donne e bambini. In loro aiuto ci sono 300mila euro stanziati da palazzo Corner e l’ordinanza della Protezione Civile che permette ai sindaci di far lavorare i migranti richiedenti asilo, nell’attesa che gli venga riconosciuto lo status di rifugiato politico.

Luciana Lamorgese ha spiegato che in questo modo «potranno partecipare attivamente alla vita dei Comuni che li ospitano e integrarsi più facilmente».

Il lavoro del prefetto è stato elogiato da Antonio de Poli, segretario regionale dell’Udc e parlamentare alla Camera, che ha bacchettato il governatore del Veneto Luca Zaia, «totalmente incapace di gestire l’emergenza».

Vincenzo Drago

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