Dopo l’ennesimo riconoscimento della sua carriera, il direttore d’orchestra, di origni napoletane, confida che penserà di dedicare più tempo a se stesso.

«Ho in mente di tornare alle origini. Ho comprato un pezzo di terra e lì spero di finire la mia vita, tra i pastori», ha detto il maestro Muti.

Dopo la sua infanzia trascorsa a Molfetta, in provincia di Bari, il maestro tornerà a vivere in Puglia. Un pezzo di terra «tutto ulivi e qualche trullo povero povero», vicino a quel Castel del Monte che lo ha da sempre affascinato.

Forse Muti andrà in pensione, ma potrà farlo essendo fiero e speranzoso nelle nuove generazioni a cui lui ha sempre riservato molta attenzione. L’Ochestra giovanile Luigi Cherubini, che lui stesso ha creato a Piacenza, è ancora una fonte di gioia per ogni ragazzo che riesce a diventare un maestro.

L’amore per la cultura, secondo il musicista, è il fondamento per una società migliore: «L’Italia, nell’immaginario del mondo, è quella dei grandi pittori e musicisti. Invece siamo presi dalle liti di cortile tra teatri che si definiscono eccellenti e gli altri che non lo sarebbero».

Michele Fiore

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