Ariel è nato  nel rifugio per animali abbandonati che i suoi padroni, Raquel Borges e il marito hanno creato a Maringa, nel sud del Brasile. Era sano e addomesticato:

“Fino a 10 mesi fa era un leone del tutto normale. Ha dormito con me fino a quando aveva 10 mesi” , ha dichiarato la padrona.

Poi qualcosa è cambiato. L’anno scorso ha iniziato a zoppicare e ha perso progressivamente il controllo delle zampe. I suoi globuli bianchi sono impazziti e hanno attaccato le cellule cerebrali che sovrintendono al movimento. Recentemente un team di neurologi veterinari israeliani ha visitato il leone: i risultati delle analisi arriveranno a fine mese. Inoltre, un dottore vorrebbe provare su di lui una plasmaferesi, una tecnica di separazione del plasma sanguigno da altri elementi, ma la macchina dovrebbe essere adattata alle sue dimensioni.

Al momento il povero animale è assistito nella casa della donna a San Paolo, in Brasile, ma i soldi per le cure (11500 dollari al mese) non bastano. A tal proposito su Facebook è nata una pagina, “Ajuda ao Leao Ariel”, per chiedere donazioni.  Già 36mila persone hanno aderito all’iniziativa.

Elisabetta Paladini

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