Un attacco offensivo e non poco, soprattutto se si pensa che il nocciolo della questione sta tutto nel voler inserire il pedaggio sul Grande Raccordo Anulare. Quanta pazienza dovranno avere ancora i 3 milioni di romani che ogni giorno percorrono il raccordo imbottigliandosi nel traffico prima di esplodere definitivamente e attaccare Castelli?

Tutto nasce dunque dall’intenzione del Ministro di procedere con un decreto per mettere il pedaggio su tutte le principali tratte a diretta gestione Anas, come il raccordo Anulare, appunto, e la Salerno-Reggio Calabria. Peccato che proprio il giorno prima dell’offesa in questione, martedì 21 giugno, un altro esponente del Governo aveva accolto un ordine del giorno dell’onorevole Barbara Saltamartini (del Pdl) impegnandosi a rinunciare ai pedaggi, chiudendo definitivamente (almeno così si pensava) la questione. Ma secondo Castelli “il pagamento sarebbe previsto dalla manovra 2010 e quindi non può essere cancellato con un tratto di penna” e intervenendo alla trasmissione ‘Zanzara’ su Radio 24 ha enunciato la sua teoria:

“A mio avviso i romani non vogliono pagare perché sono arretrati culturalmente, perché pensano che lo Stato debba pensare a tutto, i più tignosi in questa vicenda sono comunque quelli della sinistra”.

Una frase del genere non poteva non scatenare una vivace querelle. Gianni Alemanno, sindaco di Roma, paziente, ma non sordo ha risposto:

“Siamo veramente stanchi di queste offese gratuite che ogni giorno vengono sparate a caso, che siano i ministeri o i pedaggi. Chi dice sciocchezze di questo genere dimostra lui di non avere nessuna cultura e nessuna capacità di governo e dunque dovrebbe fare il piacere di stare zitto”.

Nicola Zingaretti, presidente della provincia ha calcato la mano:

“Il viceministro Castelli non l’hanno voluto neanche quelli del suo Comune: le sue opinioni contano poco perché per fortuna rappresenta un’oligarchia minoritaria e invidiosa”. Ma non solo, continua Zingaretti, la stravaganza del nostro Bel Paese sta nel fatto che “un tipo del genere che in qualsiasi paese del mondo potrebbe fare a malapena l’attacchino, qui, grazie alla destra, fa parte del Governo. Insomma è il segno dell’inadeguatezza di questa classe politica che per rimanere attaccata alle poltrone sta danneggiando le famiglie italiane. Il minimo che dovrebbe chiedere la sua maggioranza sono le dimissioni, ma non lo faranno perché si ricattano l’un l’altro”.

Consequenziale il ricorso al Tar del presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti che ha nuovamente ribadito il ricorso al Tar. E proprio Barbara Saltamartini, presidente del gruppo Pdl alla Camera, che ieri si era detta compiaciuta per la decisione del governo, risponde a Castelli:

“Mi permetto di ricordare al viceministro Castelli, che le decisioni approvate dal Parlamento sono vincolanti e devono essere rispettate. In tal senso, il governo non può che essere coerente e consequenziale con quanto approvato ieri in Aula a seguito del parere favorevole espresso sull’OdG a mia prima firma che esclude il pedaggiamento delle tratte stradali citate dall’art 15 del decreto-legge n.78 del 31 maggio 2010 interessate da traffico prevalentemente urbano e con caratteristiche pendolari, tra cui i collegamenti al Gra e la Roma Fiumicino”.

Certo le ‘camicie verdi’ hanno quel ‘quid’ di furbizia, con un colpo astuto e da maestra Castelli ha quasi chiuso la questione:

“Non mi riferivo ai cittadini, ma ai politici”.

La fine di una querelle offensiva e gratuita o l’inizio di una nuova?

Mariangela Deliso

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