Manovra, è caccia alle risorse tra tagli e revisione della spesa

Il nodo principale per far fronte alla manovra resta sempre quello di trovare le risorse. E’ proprio con il Ministro dell’economia, garante della tenuta dei conti pubblici che insiste la maggioranza 5 Stelle e Lega per ottenere le coperture necessarie a realizzare le rispettive promesse elettorali.

“Nessuno ha chiesto le dimissioni del Ministro Tria, ma pretendo che il titolare dell’economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà. Lo Stato non può più lasciarli soli”, tuona Di Maio, preoccupato per il rischio di ridimensionamento del reddito di cittadinanza.

Non si tratta però di sforare il famigerato 3%, ma una concessione oltre quell’1,6% fissato dalla Commissione europea, i due partiti di governo se l’aspettano. E mentre la Lega conta di recuperare attraverso la pace fiscale risorse utili ridurre il debito, Di Maio fa sapere che nella prossima settimana insieme presenteranno una proposta di legge costituzionale che miri a tagliare 345 parlamentari che si tradurrebbero in un risparmio di 100mln di euro l’anno.

In tema di vitalizi nella giornata di oggi il Senato ascolterà il Presidente dell’Inps, Tito Boeri. La caccia alle risorse tra taglio e revisione della spesa impegnerà anche la sanità;il ministro Giulia Grillo ha già annunciato l’abolizione del superticket, la tassa di 10 euro su ogni ricetta per visite ed esami. Una rimodulazione dei ticket per aiutare le fasce più deboli, ma anche un taglio della spesa per i farmaci.

62enni di età e 38 di contributi. Sono questi i parametri che passano l’esame per la formazione della quota 100, il superamento della Legge Fornero, che insieme a flat tax e pace fiscale costituiscono il cavallo di battaglia della Lega in campagna elettorale. Ma quello che per Salvini resta un traguardo irrinunciabile, per il governo rappresenta un rebis di difficile soluzione. Resta sempre fermo che la combinazione somma 100 non possa cambiare; 63 anni e 37 di contributi oppure che l’uscita per tutti sia dopo 41 anni e mezzo di versamenti contributivi, oppure ancora che i cosiddetti ‘scivoli’ siano riservati solo alle donne.

Al momento la soluzione più plausibile è ben lontana dall’obiettivo di Salvini e dell’esecutivo giallo-verde in tema di previdenza. Non fa eccezione la pensione di cittadinanza. Lo schema prevede un finanziamento a carico delle aziende fino ad un massimo di 5 anni per permettere ai lavoratori più anziani in esubero di ritirarsi. Il costo è stimato per 1,5 mld.

Nel frattempo al Ministero del Tesoro si studiano le coperture: detrazioni e deduzioni fiscali dovrebbero liberare circa 2 mld. Una vera impresa, alla quale già governi precedenti si erano dedicati senza risultato. Niente tagli lineari agli sconti fiscali, ma sforbiciate specifiche ad agevolazioni sulle accise di alcuni prodotti e sugli sconti alle industrie, così da non colpire le famiglie.

 

 

 

 

2 Commenti

  1. Speriamo di non ascoltare all’infinito, da parte di detrattori molto interessati, il mantra “non ci sono risorse”. Che significa “non ci sono risorse per adeguare le pensioni minime al minimo vitale” ma poi ce ne sono per banche, investimenti non meglio definiti, tassa europea (20 miliardi) aerei F35 inutili etc. Chi si oppone a quei provvedimenti dovrà spiegare e di certo non si aspetti un voto alle prossime.

  2. Esatto il titolo: “caccia alle risorse”, ognuno le vorrebbe per se sottraendole agli altri e magari dicendo poi che scarseggiano. Ed è grave quando ad operare di nascosto sono le lobby

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