marijuana
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“Fumo marijuana per meditare”. E’ quello che ha dichiarato al giudice un tabaccaio 30enne di Toritto in provincia di Bari. L’uomo arrestato in flagranza in possesso di 50 grammi di droga è stato da subito scarcerato per via delle  spiegazioni addotte sul possesso dello stupefacente. Il 30enne è stato arrestato dalla polizia ferroviaria in stazione perché trovato in possesso di 8 grammi di marijuana. Nella successiva perquisizione domiciliare gli agenti hanno sequestrato altri 60 grammi della stessa sostanza.

Processato per direttissima dinanzi al giudice del tribunale barese Anna Perrelli, l’uomo ha dichiarato di essere “cultore della religione rastafariana”. Ha spiegato di aver allestito nella sua casa una stanza adibita alla meditazione, dove c’è un giradischi con il quale ascolta la musica rasta e dove fuma per meditare. La fede religiosa del rastafarianesimo ha fra i suoi precetti l’utilizzo della marijuana come erba medicinale, ma anche come erba meditativa, apportatrice di saggezza, ausilio alla preghiera. Tra le caratteristiche dei fedeli rasta c’è poi la consacrazione del proprio capo, e dunque l’astensione dalla tonsura e dalla pettinatura, generando cosi le celebri trecce. Nella perquisizione a casa dell’uomo sono state anche rinvenute buste in plastica ritenute finalizzate al confezionamento della droga e che invece il 30enne ha spiegato essere destinate all’imballaggio di borse nuove che egli vende nella sua tabaccheria.

Nei suoi confronti la Procura di Bari aveva chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione ma, secondo il giudice, le spiegazioni addotte dall’imputato, unite all’assenza di elementi dai quali avrebbe potuto evincersi una destinazione allo spaccio della sostanza stupefacente, come bustine di plastica, nastro adesivo o sostanze da taglio, denaro contante in banconote di piccolo taglio, inducono a ritenere – si legge nella sentenza – che la droga fosse detenuta per uso personale.

Dunque, detenere marijuana non è reato se la si utilizza per meditare. E’ questa in sintesi la motivazione sulla quale il Tribunale di Bari nell’Aprile scorso ha assolto con formula piena «perché il fatto non sussiste» il tabaccaio 30enne di Toritto.

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