Matteo Renzi e il comizio in Chiesa
Matteo Renzi e il comizio in Chiesa

Lo intitoleremo il comizio di “Don Matteo Renzi”. E’ inutile scandalizzarsi perché Matteo Renzi entra in una chiesa e fa un comizio elettorale davanti al maresciallo dei carabinieri del paese. Il problema è a monte. E’ proprio sul perché una chiesa, di punto in bianco, deve essere destinata per tre giorni ad un workshop istituzionale sul Turismo. Se si concedono le chiese per tutti gli usi extracultuali, poi è vano lamentarsi su come vengono utilizzati questi spazi da presidenti di Regione populisti per qualche voto in più. In fondo se passa l’idea che la chiesa può essere profanata, cioè utilizzata per scopi profani, quindi trasformata in sala civica, a quel punto una conferenza sull’archeologia non è diversa da un comizio politico.

A Paestum, nella splendida cornice del parco archeologico, una delle testimonianze meglio conservate della Magna Grecia, ieri è iniziata la XX Borsa mediterranea del Tursimo archeologico, evento patrocinato dalla Regione Campania e dalla provincia di Salerno. Un must di settore economico-politico-commerciale, dove si parla di turismo come risorsa economica e di soldi visto che tutti gli enti in Italia impegnati nella valorizzazione del patrimonio archeologico e turistico sono interessati a farsi vedere e magari a strappare qualche contratto per continuare a valorizzarsi.

La chiesa della Santissima Annunziata di Paestum dove Renzi ha fatto il suo blitz dall’ambone, di fronte ad un crocifisso ligneo e sul presbiterio su cui nel frattempo l’altare era stato sovrastato da un maxischermo, è uno dei principali “teatri” in cui si svolge la Borsa che è iniziata ieri e si concluderà, dopo un centinaio di appuntamenti, sabato, cioè domani. Le altre location sono le sale del Museo archeologico che sta proprio di fronte al parco e dove è conservata la splendida tomba del tuffatore. Ovviamente la Regione ha saputo “intortare” bene la Diocesi di Vallo della Lucania, che gentilmente e senza grossi problemi ha concesso l’uso degli spazi: “Per valorizzare la chiesa più importante e antica della città”.

Infatti a Capaccio, il nome del Comune dove sorge Paestum, la chiesetta è davvero un gioiellino amato da tutti: gli abitanti del borgo cilentano sulla foce del Sele la utilizzano per i battesimi e la parrocchia locale ha una intensa vita di fede, che va dalla partenza della processione per la solennità dell’Assunta alle messe domenicali e feriali all’Adorazione Eucaristica il giovedì e la via crucis il venerdì. A proposito: leggendo il programma, come avranno fatto a svolgere messe e adorazioni se in questi giorni la chiesa è occupata dal maxischermo della Borsa? Semplice: non ci sono state e non ci saranno, di fatto hanno sfrattato Gesù per alcuni giorni con la scusa nobile della promozione del territorio. Ma tanto Gesù capisce, lui è abituato a stare “assente” per 3 giorni.

Il fatto è che ogni scusa è buona per utilizzare una chiesa in modo improprio: i poveri, i calendari di beneficienza per i diritti gay, le elezioni, le manifestazioni politiche non autorizzate, finanche in Puglia per registrare la scena di un fim. Di che stupirsi dunque se il più opportunista dei politici italiani sale sull’ambone a pontificare di legge elettorale e di quanto sono bravi quelli del Pd?

“Non ha chiesto il permesso, non era autorizzato”, rispondono in coro diocesi e parrocchia che vengono ovviamente trattati come vittime dal circuito mediatico anti renziano perché si dicono “turbati e amareggiati”. Ma perché, forse vescovo e parroco erano autorizzati a loro volta a sopprimere le funzioni liturgiche per fare un favore a “Vincenzino” De Luca? A sfrattare il padrone di casa e dare le chiavi della chiesa per conferenze che non hanno nulla a che fare con la fede dei cilentani?

Inutile dunque stracciarsi le vesti: il tempio di Paestum è stato profanato molto prima di ieri mattina. Quando si è deciso che la messa è un servizio che per cause di forza maggiore si può sospendere e il luogo santo di Dio, una sala civica. Anzi, come va di moda oggi, un’aula liturgica, come ci impone il linguaggio freddo e burocratico degli uffici curiali: tolta la liturgia, resta solo l’aula. Dunque chiunque può avanzare richiesta di utilizzo, anche i cartomanti e i venditori di souvenir. Piangere sul latte versato per il blitz dell’arruffapopolo di Rignano è soltanto un modo per continuare a non ammettere il problema.

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