Gli arrivi dei migranti nel 2015 hanno raggiunto livelli altissimi. I dati aggiornati al mese di agosto rivelano che nell’anno in corso, quasi 370mila persone hanno attraversato il mediterraneo. E, di queste, oltre 2800 sono morte nel tentativo di raggiungere le coste europee. A leggere i dati dell’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, il flusso migratorio sembra poter mettere in ginocchio un’Europa che ancora tarda a trovare una posizione comune sulla gestione di questa ingente massa in movimento. Tra le diverse idee, oggi sul tavolo del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker sarà presente il nuovo schema di ricollocamento degli immigrati.

L’idea prevede una ricollocazione obbligatoria tra tutti i membri dell’Unione dei 120mila rifugiati presenti in Italia, Grecia e Ungheria. Su un totale di 160mila migranti (i 120mila appena citati più i 40mila il cui destino fu già oggetto di discussione a maggio) per il momento 31mila andrebbero in Germania, 24mila in Francia e 15mila Spagna. E il piano costerà alle casse dell’Unione 780 milioni di euro. Dei 160mila che godono della “protezione” Ue, 39.600 verranno prelevati dall’Italia. In cambio di un ammorbidimento della presenza di immigrati nel nostro Paese, l’Unione Europea sarà molto più pressante nel richiedere l’attivazione degli hotspot dove registrare i migranti per mettere fine all’abitudine di farli scappare nel resto d’Europa, condizione quindi necessaria per il funzionamento delle quote.

Una decisione che si rivela necessaria e che svela la reale quantità di flusso migrante che scandalizza l’Europa e, ancora più, l’Italia stessa. Diverse infatti sono le cosiddette bufale che girano intorno al fenomeno della migrazione. Innanzitutto, stando ai dati Unhcr e Eurostat l’Italia, così come la Grecia, è solo una zona di passaggio per i profughi. Le vere mete sono Germania, Svezia, Inghilterra e Francia, paesi ospitanti i parenti prossimi delle persone in fuga e nello stivale restano solo poche migliaia di migranti. Altro falso mito è che i migranti costino allo Stato 35 euro al giorno. Di euro ne costano 2,5 e comunque non vanno a loro direttamente ma alle associazioni e agli enti di accoglienza. E ancora sono soldi reimmessi nell’economia nazionale per i servizi a loro dedicati. Infine i migranti non sono un peso per la società. Anzi. I 2 milioni e 400mila occupati stranieri che lavorano in Italia producono un flusso di 123 miliardi di euro all’anno. Una cifra non indifferente che equivale all’8,8% del Pil nazionale.

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