Migranti, a Lussemburgo non passa la riforma del patto di Dublino

Salta l’intesa per la revisione del trattato di Dublino che disciplina il diritto d’asilo per i migranti che approdano in europa. Al vertice europeo dei ministri degli interni a Lussemburgo tenutosi nella giornata di ieri, a dire No alla riforma non è solo l’Italia ma anche la Spagna e per ragioni diverse anche Austria, Romania, Ungheria, Slovenia e Slovacchia.

I sette paesi si sono dunque opposti al compromesso proposto dalla presidenza bulgara. Per l’Italia, il paese di primo approdo, è troppo elevata la soglia  di sbarchi superata la quale scatterebbe la ripartizione dei migranti. Per il gruppo di Visegrad, con in testa l’Ungheria, l’obbligo di accogliere i rifugiati resta un limite insormontabile. Critiche arrivano anche da Estonia, Lituania, Austria e Germania.

Matteo Salvini, assente perchè impegnato a Roma con il voto di fiducia per il nuovo governo si dichiara soddisfatto: “Abbiamo spaccato il fronte. Presto faremo una nostra proposta”, dice.

E l’Austria che da Luglio avrà la presidenza di turno attraverso il ministro dell’Interno, esponente dell’ultradestra Kickl, annuncia che presenterà una rivoluzione sulle politiche d’asilo. E Mentre il Segretario di Stato belga, Theo Francken auspica che si trovi un modo per tornare a fare i respingimenti, dal Commissario Europeo per le migrazioni, Dīmītrīs Avramopoulos arriva lo stop: “L’UE no seguirà mai il modello australiano per la politica migratoria che dichiara: “Non facciamo respingimenti perchè la nostra politica è guidata dal principio del rispetto dei diritti umani e della Convenzione di Ginevra. L’invito è invece quello di andare avanti con le proposte di riforma dell’Europarlamento che sancisce l’automatismo della redistribuzione dei richiedenti asilo”. Il Presidente Antonio Tajani scrive a Conte e ai 27 Capi di Governo per esortarli a salvare il negoziato.

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