Minacce e diplomazia. L’Iran reagisce dopo lo strappo degli Stati Uniti sull’accordo nucleare e sull’onda di proteste di piazza contro il ripristino delle sanzioni, avverte la comunità internazionale che è pronto a riprendere l’arricchimento dell’uranio su scala industriale.

A scandire la minaccia è il Ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zharif, che è partito oggi per un tour internazionale al fine di incontrare tutti i rappresentanti degli altri paesi firmatari dell’intesa sottoscritta nel 2015: Mosca, Pechino e Bruxelles.

Nella notte intanto si è dimesso il Direttore dell’agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), il finlandese Tero Varjoranta. Sarà rimpiazzato temporaneamente dall’italiano Massimo Aparo.

Il piano di Trump, secondo alcune fonti, sarebbe di portare al collasso l’economia iraniana, ovvero favorire un processo di democratizzazione del paese attraverso una spaccatura indotta tra popolo e leadership. Sarebbe l’idea del falco, Jhon Bolton, nuovo capo della sicurezza nazionale di Trump, sostenitore della linea interventista nei confronti dell’Iran, da lui principale sponsor del terrorismo.

L’obiettivo, non secondario, sarebbe di eliminare la presenza dell’Iran dalla Siriae anche dall’Iraq, dove peraltro oggi si torna alle urne per le elezioni parlamentari, le prime dalla sconfitta dell’Isis.

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