Era stato proprio lui a puntare il dito e ad avviare l’azione legale contro Harvey Weinstein e la sua casa di produzione cinematografica. Sempre lui a sposare la causa del MeToo accanto a migliaia di donne. Ora Eric Schneiderman, procuratore generale di New York, da accusatore si ritrova sotto accusa per lo stesso reato, molestie sessuali.

Le artefici dei suoi guai sono quattro donne che al magazine ‘The New Yorker‘ avrebbero rivelato di aver iniziato una relazione col procuratore, poi diventata violenta, fatta di abusi e minacce. Sarebbero state picchiate ripetutamente, in particolar modo dopo il consumo di alcol.

Eric Schneiderman, democratico, grande oppositore del presidente Trump e alleato del Governatore dello stato Andrew Cuomo, ammette di aver partecipato a ‘giochi di ruolo’ e di aver praticato attività sessuali consenzienti, ma nega fermamente le aggressioni e le minacce.

Nel giro di poche ore Schneiderman ha dovuto annunciare le proprie dimissioni a seguito dello scandalo che lo ha travolto. A chiedergliele tra gli altri proprio il governatore Cuomo, democratico come Schneiderman, che tanto aveva lodato il ‘The New Yorker’ per gli articoli che avevano smascherato Weinstein e che ora lo inchiodano per lo stesso reato.

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