Liegi, al grido di Allah Akbar uccide due poliziotte e un ragazzo

Il killer esce dall’edificio e punta la pistola contro gli agenti che a loro volta aprono il fuoco più volte e lo uccidono. Finisce così, in una via alberata al centro di Liegi, la fuga di Benjamin Herman, 36 anni, pregiudicato. Una vita trascorsa per lo più in carcere quella di Herman. Era fuori per un permesso e come in tanti altri ricevuti in precedenza non aveva mai creato problemi. E’ accusato di omicidi, furto e spaccio. Alcune testimonianze parlano di una radicalizzazione in cella.

Quel che è certo è che nessuno immaginava potesse avere un piano. Ma tant’è. Nel suo folle gesto hanno trovato la morte tre persone. Due di loro sono agenti donne, sorprese alle spalle e colpite con un coltello selvaggiamente, come testimonia chi ha visto i corpi in terra. Poi ruba le loro armi e si dà alla fuga mentre a sirene spiegate le auto delle forze dell’ordine si fanno sempre più vicine. Nel suo tragitto incontra ed uccide un ragazzo di 22 anni, fermo nella sua auto, e prosegue la sua corsa gridando “Allah Akbar”. Poi si infila nel portone di un liceo, prende in ostaggio l’addetta alle pulizie e solo pochi istanti dopo avviene la sparatoria con la polizia in cui perde la vita. Lesa la donna in ostaggio così come tutti gli studenti.

Il bilancio è di tre morti: due poliziotti ed un ragazzo e quattro agenti feriti, si cui uno in pericolo di vita. Benjamin Herman era in carcere dal 2003, avrebbe finito di scontare la sua pena tra due anni.

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