Un bombardamento americano sull’aeroporto militare di Homs, come ritorsione dopo gli attacchi con i gas nei confronti della popolazione civile alla periferia di Damasco. A darne notizia l’agenzia di stampa siriana Sana. Circostanze ancora tutte da verificare. Gli americani per ora smentiscono. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono almeno 14 le persone rimaste uccise.

Il presidente americano Donald Trump aveva promesso che Damasco avrebbe pagato “un grande prezzo” per il sospetto attacco chimico, dichiarando che “Putin, la Russia e l’Iran sono responsabili per il sostegno all’animale Assad”. Poche ore prima dell’attacco missilistico, la Casa Bianca non aveva escluso un raid contro obiettivi del regime siriano.

Le difese aeree siriane dichiarano di aver abbattuto otto missili. Il bombardamento si colloca temporalmente subito dopo il sospetto attacco chimico da parte dell’esercito siriano nella periferia orientale di Damasco, in cui avrebbero perso la vita 100 persone.

Stati Uniti ed altri 8 membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU hanno chiesto una riunione di emergenza. E dal Vaticano arriva anche l’appello di Papa Francesco che invita a fermare gli stermini e a negoziare.

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