Quel che rimane dell’AN-148 precipitato con 65 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio a bordo si trova in un campo ad 80km a sud da Mosca.

Le squadre di emergenza scavano da ore nella neve per recuperare i corpi delle vittime ei resti dell’aereo scomparso dai radar appena 4 minuti dopo il decollo dall’aeroporto di Domodedovo. Il volo era diretto nella città di Orsk, centro industriale degli Urali, città al confine tra Russia e Kazakistan.

Le speranze di trovare superstiti sono terminate attorno alle 14.30 di ieri, le 12.30 in Italia, con i primi rapporti sullo schianto. L’aereo ha perso rapidamente quota, nessun segnale dai piloti, nessuna possibilità che qualcuno sia riuscito a sopravvivere. La telecamere di un’abitazione nella zona della tragedia ha ripreso il momento dell’impatto al suolo-

Ed è proprio su quelle immagini che lavorano adesso gli uomini del Comitato Investigativo e gli ingegneri della compagnia Saratov Airlines, che impiegava l’AN-148. Dalle autorità ancora nessuna conferma sulle ipotesi di causa. Errore umano, problema tecnico, maltempo, collisione con un elicottero, tutte le ipotesi sono al vaglio, anche la pista del terrorismo non è esclusa.

Una delle scatole nere sarebbe già pronta per essere analizzata. Ispettori del Ministero dei Trasporti hanno condotto controlli straordinari all’aeroporto Domodedovo e pensano ora al blocco di tutti gli AN-148. Il Presidente Putin ha cancellato il viaggio per incontrare il leader palestinese Abu Mazen, ed ha ordinato al governo di istituire una commissione di inchiesta per far luce sulla vicenda.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here