Donald Trump

Trump rompe gli indugi. Un passo che infiamma le fazioni palestinesi, agita i paesi arabi e preoccupa le cancellerie europee. Nelle scorse ore Trump ha intessuto una fitta serie di telefonate. Gli alleati arabi ed europei hanno, intanto, nelle ultime ore sommerso la Casa Bianca di appelli alla prudenza inviando al Presidente americano un chiaro messaggio. La regione medio-orientale è pronta ad esplodere, sarebbe un errore fatale ed il rischio concreto è quello di un’ondata di violenze contro Israele e contro gli interessi americani, senza escludere un’escalation del terrorismo internazionale e l’ombra di una nuova e sanguinosissima insurrezione.

Tutti i principali gruppi palestinesi hanno già dato il via alla protesta, annunciando tre giornate della collera, fino a venerdì. E il sistema di difesa israeliano si prepara per una possibile rivolta violenta contro la polizia e il comando centrale dell’esercito in stato di massima allerta.

Dai paesi arabi è un coro di NO alla scelta di Trump, dal Re di Giordania al presidente egiziano, esprimendo al presidente grande preoccupazione. Il presidente turco Erdogan avverte Trump di non superare la linea rossa, perchè ci potrebbero essere delle conseguenze.

Le stesse preoccupazioni arrivano dalle cancellerie europee, a cominciare da Berlino e da Parigi. «La questione dello status di Gerusalemme dovrà essere risolta nel quadro dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi», è il monito del presidente francese Macron.

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