Libertà condizionata per il presidente deposto del governo locale catalano, Carles Puigdemont, e quattro suoi ex ministri. L’ordine che arriva dal giudice d’istruzione belga, è stato reso noto dalla procura di Bruxelles, poco dopo la mezzanotte.

Ieri, i cinque catalani si sono presentati spontaneamente alla polizia. Sono stati successivamente interrogati dal giudice sulla base del mandato d’arresto europeo emesso dalle autorità spagnole per i reati di sedizione, ribellione, abuso d’ufficio e disobbedienza. Il giudice ha poi stabilito la loro messa in libertà, condizionata al divieto di lasciare il territorio belga, l’obbligo di risiedere a un indirizzo fisso e di presentarsi personalmente a tutte le convocazioni dell’autorità giudiziaria e gli atti previsti dalla procedura. Tali condizioni, precisano i media belgi, non sono suscettibili d’appello.

Entro 15 giorni Puigdemont e i quattro ex ministri – Antoni Comin, Clara Ponsatí, Lluis Puig e Meritxel Serret – dovranno comparire davanti alla Camera di Consiglio di Bruxelles che deciderà se accogliere la richiesta spagnola di estradizione. L’intera procedura, appelli compresi, potrà durare 60 giorni, con la possibile estensione di altri 30. Ciò significa che i cinque potrebbero trovarsi ancora in libertà condizionata durante elezioni catalane del 21 dicembre. I media non hanno citato restrizioni alla libertà di parola o di incontrare la stampa. Su richiesta dei catalani la procedura è stata avviata in fiammingo, la lingua del loro avvocato, Paul Bekaert.

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